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 In Cina oltre 9.700 casi e 213 morti, 135 contagi negli altri Paesi. Primi due casi in Russia, che ha chiuso le frontiere. Slitta a lunedì il rimpatrio degli italiani da Wuhan. Diversi Paesi bloccano il traffico aereo con la Cina.
 
31 gennaio 2020
Cresce inevitabilmente il numero delle vittime e dei contagi provocati dal Coronavirus, all'indomani della dichiarazione da parte dell'Organizzazione mondiale della Sanità di una emergenza sanitaria mondiale. In Cina i numeri continuano a correre: 213 morti e oltre 9.700 contagi con 2.000 nuovi casi di infezioni confermati. Lo rende noto la commissione sanitaria nazionale (Nhc) cinese, specificando che 42 delle 43 nuove vittime sono state registrate nella provincia dell'Hubei da dove è iniziato il contagio. Il Paese è sempre più isolato, dopo che la Russia che ha chiuso il confine orientale e altre compagnie aeree internazionali hanno interrotto i collegamenti. Nel resto del mondo i casi sono finora 135 in venti Paesi. Slitta a lunedì il rientro degli italiani da Wuhan "Sono circa 80 gli italiani nella zona di Wuhan. I nostri connazionali sono stati contattati uno ad uno dal nostro corpo diplomatico e potranno rientrare con un volo militare che atterrerà a Pratica di Mare lunedì nelle prime ore del mattino". Lo ha detto il ministro degli Esteri, Luigi Di Maio, al termine della teleconferenza dall'Unità di Crisi della Farnesina con l'Ambasciata d'Italia a Pechino, per un aggiornamento sul coronavirus. Il volo, spiega Di Maio, "è stato organizzato dall'Unità di Crisi della Farnesina. Saranno trasportate circa 70 persone che hanno fatto richiesta di rientrare". Il trasferimento sarà portato avanti "sotto l'indicazione del ministero della Salute in modo da garantire la sicurezza", prosegue il titolare della Farnesina spiegando che "alcuni italiani che sono a Wuhan hanno scelto di non rientrare per non allontanarsi dai familiari". "Chi arriverà sarà portato in una struttura militare dove sarà avviato il protocollo sanitario", conclude Di Maio.
 
Due contagiati in Italia per il coronavirus. Erano ospiti in un hotel a Roma

Ci sono due casi sospetti di contagio da coronavirus anche in Italia. Lo ha annunciato il premier Giuseppe Conte al termine della riunione di maggioranza. «Sono due turisti cinesi venuti nel nostro Paese a gennaio» ha dichiarato. «Siamo vigili e molto attenti, non ci siamo fatti trovare impreparati» ha aggiunto in conferenza stampa. Nel frattempo il ministro della Salute, Roberto Speranza, ha adottato un’ordinanza che chiude il traffico aereo da e per la Cina. Siamo il primo Paese europeo ad adottare una misura di questo tipo.

 
Primi casi accertati in Russia
In Russia due persone sono risultate colpite dal coronavirus e messe in isolamento, si tratta di due cittadini cinesi. Secondo la Golikova, si trovano nella regione di Tyumen e in quella di Zabaykalsky Krai. "Non vi è alcun rischio" che il virus "si diffonda ulteriormente" ha dichiarato il capo dell'ente federale russo per il controllo del benessere della salute (Rospotrebnadzor), Anna Popova, precisando che le persone ammalatesi sono "in condizioni stabili" e viene fornita loro tutta l'assistenza medica necessaria.
 
Primi due casi confermati anche nel Regno Unito
Due casi di Coronavirus sono stati confermati nel Regno Unito, i primi accertati nel Paese. Lo riferisce la Bbc citando fonti mediche. Si tratta di membri della stessa famiglia, che sono al momento sottoposti a trattamenti sanitari. E sono ricoverati in una struttura in Newcastle. Intanto l'aereo charter britannico con a bordo i cittadini evacuati da Wuhan è atterrato oggi in Gran Bretagna. Il velivolo, con a bordo 83 cittadini britannici e 27 di altra nazionalità, è atterrato alla base della Royal Air Force di Brize Norton, nell'Oxfordshire.
 
Bambino contagiato in Germania
C'è un primo bambino contagiato in Germania. Lo ha reso noto il ministero della Salute del Land della Baviera. Si tratta del figlio di un dipendente della ditta Webasto di cui ieri era stato annunciato il contagio. Finora in Germania i casi confermati sono sei, tutti collegati all'impresa bavarese che aveva ospitato una donna cinese risultata poi affetta dal virus una volta rientrata nel suo Paese.
 
Dalla Ue 10 milioni per la ricerca
Dieci milioni di euro dal bilancio Ue per la ricerca sul nuovo coronavirus. Li impegna la Commissione europea, grazie ad un invito straordinario a presentare proposte fino al 12 febbraio nell'ambito del programma per la ricerca e l'innovazione Ue Horizon 2020. I finanziamenti andranno a progetti per migliorare le conoscenze sul nuovo virus, la preparazione e la capacità di risposta della salute pubblica e contribuire ad una gestione clinica più efficiente dei pazienti infetti.
 
Corea del Nord chiude i collegamenti con la Cina
La Corea del Nord ha chiuso "in via temporanea da oggi tutti i collegamenti aerei e ferroviari con la Cina" a causa del rischio di contagio del coronavirus di Wuhan. E' la comunicazione apparsa sul sito del Foreign Office della Gran Bretagna, Paese che ha l'ambasciata nel Nord. La mossa è in linea con le misure adottate nei giorni scorsi, tra cui il forte rafforzamento dei controlli alla frontiera, mentre erano rimasti ancora operativi alcuni collegamenti. Il peggioramento degli scenari in Cina ha portato all'ulteriore stretta. Sempre più Paesi sospendono i voli da e per la Cina Come l'Italia, anche il Pakistan ed altri Paesi hanno sospeso oggi i voli da e per la Cina in seguito all'aggravarsi del bilancio delle vittime del Coronavirus. La stessa decisione è stata presa dalla Kenya Airways e da Royal Air Maroc.
 
Il Giappone esorta ad evitare viaggi in Cina
Il Giappone ha fatto appello ai cittadini affinché evitino qualsiasi viaggio non necessario verso la Cina a causa dell'epidemia del coronavirus. L'appello è stato lanciato dal primo ministro Shinzo Abe. Il governo giapponese ha raccomandato di evitare qualsiasi spostamento, urgente o no, nella provincia di Hubei (Cina centrale), focolaio dell'epidemia.
 
Anche gli Stati Uniti hanno esortato i cittadini a non recarsi in Cina.
Washington ha alzato il livello di allerta. Ambasciatore cinese: "No reazioni eccessive e freni a scambi" "Siamo ancora in una fase molto critica nella lotta contro il coronavirus". Lo ha ammesso l'ambasciatore cinese alle Nazioni Unite, Zhang Jun, sottolineando però che l'epidemia è ancora principalmente confinata in Cina e esortando la comunità internazionale a evitare reazioni eccessive. "Mentre comprendiamo le preoccupazioni degli altri paesi, dovremmo anche ascoltare i consigli del direttore generale dell'Oms", che ha affermato di avere piena fiducia negli sforzi della Cina nella lotta contro l'epidemia, "non vi è motivo di adottare misure che interferiscono inutilmente con i viaggi e gli scambi internazionali", ha detto Zhang.
 
Sviluppato kit per diagnosi rapida, test in massimo 15 minuti
Un kit per la diagnosi rapida del coronavirus è stato sviluppato dagli scienziati di Wuxi, nella provincia dello Jiangsu, nell'est della Cina. E' in grado di rivelare se una persona abbia contratto il virus tra gli otto ed i 15 minuti, ha annunciato l'ufficio della Scienza e della Tecnologia della città, secondo il quale il kit è facile da usare e trasportare ed è decisivo per la prevenzione ed il controllo dell'epidemia. Il kit è stato sviluppato in 11 giorni grazie al lavoro congiunto degli esperti dell'Istituto nazionale per il controllo e la prevenzione delle malattie virali e di un'azienda high-tech di Wuxi. Il kit ora sarà prodotto su larga scala.
 
Rimpatri in Francia, isolamento per 14 giorni
L'aereo militare con a bordo circa 200 cittadini francesi evacuati da Wuhan è atterrato a Istres, nella Francia meridionale. Lo riferisce Le Figaro. I 200 non presentano sintomi del coronavirus, ma verranno posti in quarantena per due settimane in un centro vacanze a Cary-le- Rouet, vicino Marsiglia, dove saranno sorvegliati a gendarmi. L'aereo era partito da Wuhan alle sette del mattino ora locale. In Francia sono al momento sei i casi accertati di coronavirus. Ma quello annunciato ieri, il sesto, è il "primo caso annunciato"di contaminazione sul territorio francese, un medico contaminato in Francia da una persona affetta dal virus, poi rientrata in Cina. Il medico-paziente è attualmente ricoverato in isolamento a Parigi.
 
Su aereo tedesco per rimpatrio connazionali 10mila tute protettive
Sull'aereo militare tedesco inviato in Cina per riportare in Germania dalla provincia di Hubei circa 130 persone (90 cittadini tedeschi più 40 familiari di diversa cittadinanza) ci saranno anche 10 mila tute protettive, destinate a contribuire al contrasto all'epidemia del coronavirus. Lo ha riferito il ministro degli Esteri Heiko Maas, confermando che all'arrivo il gruppo sarà messo in quarantena per due settimane in una struttura militare. Per quanto riguarda le 10 mila tute protettive, all'arrivo dell'area esse verranno consegnate ai responsabili cinesi che ne faranno richiesta.