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Il tetano è una malattia infettiva non contagiosa che ha come sintomo la contrazione muscolare e che può portare alla morte per asfissia: ecco cosa c’è da sapere.

Il tetano è una malattia infettiva, ma non contagiosa (non si trasmette cioè da una persona malata ad un'altra), che si contrae entrando in contatto con il batterio Clostridium tetani, un bacillo gram-positivo, anaerobio (cresce in assenza di ossigeno), che può avere conseguenze anche letali sui paziente e per il quale è previsto, in Italia, un vaccino che è incluso nell'esavalente da fare nel primo anno di vita del bambino. Ma vediamo nel dettaglio cos'è il tetano, quali sono i sintomi, come si trasmette, quali sono le complicanze e come si cura.


Cos'è il tetano:

Il tetano, come dicevamo, è una malattia infettiva acuta non contagiosa che si trasmette a causa delle spore del batterio Clostridium tetani che, in forma vegetativa, produce una tossina, la tetanospasmina, che è neurotossica e responsabile dei sintomi della malattia. Si tratta di una di una tossina estremamente potente, tanto che la quantità letale per un uomo è di circa 7 milionesimi di milligrammo.


La ruggine non c'entra: cause

Il batterio vive nell'intestino degli animali (bovini, equini, ovini), ma anche degli esseri umani e si elimina attraverso le feci, che vanno quindi a contaminare il terreno. Ad essere pericolose sono le spore (la forma quiescente del batterio) che, raggiunto l'ambiente esterno dove possono vivere per anni, possono entrare nel nostro corpo attraverso ferite e tagli provocati da oggetti entrati in contatto proprio con le feci di animali infetti, con i concimi e con il terreno: sfatiamo dunque un mito, la ruggine non c'entra nulla non il tetano. Sono più a rischio le piccole ferite poco sanguinanti, perchè localmente nel tessuto il livello di ossigeno (portato dai gobuli rossi) può essere basso e favorire il risveglio delle spore. Una ferita tipica a rischio è la puntura con le spine delle rose.

Una forma particolare di tetano è quello che colpisce i neonati (tetano neonatale), osservata soprattutto in Paesi in via di sviluppo. Colpisce bambini nati da madri non vaccinate, che non hanno quindi la protezione conferita nei primi mesi di vita dagli anticorpi materni. L’infezione viene contratta quando il cordone ombelicale viene reciso con strumenti non sterili. Di solito, il tempo di incubazione è di 7-14 giorni. I sintomi sono quelli del tetano generalizzato, con una elevata letalità.


Sintomi

Una volta che la tossina entra nel sangue e nel sistema linfatico, raggiunge il sistema nervoso centrale e interferisce con il funzionamento dei neurotrasmettitori responsabili del movimento dei muscoli: questo si traduce in contrazioni e spasmi molto dolorosi e persistenti. Dopo un periodo di incubazione che varia da 3 a 21 giorni, il paziente è soggetto a contrazioni muscolari che possono raggiungere tutto il corpo: si inizia con il massetere, muscolo del volto, e si prosegue con il collo, fino ai muscoli addominali. Tra i sintomi si segnalano anche: febbre, sudorazione e tachicardia. La malattia lascia inalterato lo stato di coscienza, quindi i malati rimangono perfettamente consapevoli. Nei casi più gravi, gli spasmi possono raggiungere le corde vocali e i muscoli respiratori con un tasso di mortalità del 50%.

Il quadro avanzato di tetano (tetano generalizzato) causa l'opistotono, una contrazione di tutti i muscoli del corpo che obbliga la pesona malata ad una posizione "a cane di fucile", che è il sintomo più noto. Qui sotto potete vedere una immagine, paragonata ad un quadro famoso che ritrae lo stesso sintomo, noto fino dall'antichità.

opistotono


Diagnosi e cura

La malattia non è contagiosa, quindi l’isolamento nel paziente non è necessario.

La somministrazione di immunoglobuline umane antitetaniche (TIG) e l’accurata pulizia della ferita infetta, con rimozione dell’eventuale tessuto necrotico, l’uso di disinfettanti ad azione ossidante (come l’acqua ossigenata) e la somministrazione di antibiotici (penicillina) sono importanti per prevenire la fissazione alle cellule nervose della tossina eventualmente ancora presente in circolo e per impedire che ne venga prodotta di nuova.

Tuttavia, le TIG non sono in grado di limitare l’azione neurotossica della tossina che ha già raggiunto le terminazioni nervose: la terapia degli spasmi tetanici è quindi essenzialmente sintomatica, e si avvale di sedativi o anestetici generali, neuroplegici, farmaci curaro-simili.

La malattia non conferisce immunità, perciò i pazienti che hanno avuto il tetano devono iniziare o continuare il ciclo vaccinale non appena le condizioni cliniche lo consentano.


Il vaccino

Per il tetano, in Italia, è previsto un vaccino,  che è inserito nell'esavalente (difterite, tetano, pertosse acellulare, epatite B, Haemophilus influenzae tipo b, polio) da fare nel primo anno di vita e al quale seguono i richiami disponibili in preparazioni combinate (vaccino trivalente contro difterite, tetano e pertosse, o vaccino tetravalente contro difterite, tetano, pertosse e polio). Come spiega lo stesso Ministero della Salute, “I bambini ricevono, di solito, una serie di 3 dosi di vaccino: al 3°, al 5° e all"11° mese di vita (ciclo base) e due richiami, a 6 anni e tra 12-18 anni”. L'immunità si conserva con richiami ogni 10 anni, che sono raccomandati per TUTTI.